martedì 7 giugno 2011

creare un logo

SIGNIFICATO DI LOGO E/O MARCHIO.
Il marchio e/o logotipo è una scritta distintiva di un prodotto, di un servizio, di un’azienda o di un'organizzazione. E' costituito da un simbolo/disegno (pittogramma) è da una rappresentazione grafica leggibile di un nome attraverso l'uso di un lettering (font).

Nella comunicazione è bene sapere che:
 il logotipo (logo) è la scritta che identifica il nome del prodotto, definita fin nei minimi dettagli dal lettering (font) che ne esprime la riconoscibilità.

Il marchio è la rappresentazione grafica (pittogramma) che lo caratterizza (la mela morsicata della apple).

Marchio e logo sono dunque due concetti diversi che possono esistere indipendentemente o coesistere in maniera univoca. In ogni caso il requisito fondamentale è quello di avere carattere distintivo determinato da due elementi: novità e originalità.

Concetti di base: 
massima semplicità e riconoscibilità. Deve resistere al rumore (la fotocopia della fotocopia mandata per fax e rifotocopiata deve mantenere il logo perfettamente riconoscibile). Deve essere riconoscibile in piccolo e in negativo e avere una corrispondenza alla personalità aziendale.

LETTERING
E' fondamentale per un grafico avere dimestichezza con le nozioni tipografiche di base e le regole legate all’organizzazione dello spazio.

In questo senso, fondamentale per un grafico diventa l’uso cosciente dei codici visivi e dei segni, per assicurare al destinatario la possibilità di decodificare il messaggio, cioè di interpretare le informazioni, in modo semplice e corretto. Il procedimento di trasmissione e comunicazione delle informazioni è chiamato tipografico (scrivere con il carattere).
I caratteri tipografici sono, dunque, delle immagini che ci comunicano informazioni ma è comunque necessario porre grande attenzione alla loro scelta. Un lettering sbagliato a livello progettuale può compromettere uno stampato riducendone o impedendone la leggibilità, o creando un fastidioso contrasto col contenuto del testo.

Una famiglia di caratteri include la differenza di spessore, larghezza e corsivi.
I nomi più noti di famiglie con un’ampia gamma di variazioni sono: Univers, Times New Roman, Arial e Garamond, spesso le famiglie di caratteri prendono il nome dal loro ideatore.
I caratteri sono raggruppati in famiglie secondo soluzioni grafiche ben precise e funzionali, essenziali alla lettura.
Una prima distinzione considera l’esistenza o meno dei tratti terminali delle lettere, suddividendoli in:
graziati - con tratti terminali di diverso spessore (serif)
lineari - con tratti terminali senza grazie (sans serif)
fantasia - con tratti terminali disegnati in modi differenti

Lo stile del carattere può essere:
Roman (regolare)
Light (chiaro)
Boldface (grassetto)
Italic (corsivo)
Condensed (compresso)
Extended (esteso)

Il carattere si può anche utilizzare come immagine, e farlo diventare punto centrale per creare interesse o per produrre una particolare atmosfera.
Per rafforzare il concetto si può integrare il significato delle parole in un aspetto iconico che lo rappresenti.

FASI DI SVILUPPO
In assenza del briefing del committente per realizzare una grafica pertinente e in tema, sono indispensabili le informazioni sull’azienda o sul prodotto di un’azienda di cui si andrà a sviluppare il logo. Inoltre è bene ricercare in rete, prodotti simili in modo da farsi un’idea della concorrenza.

Anche se qualsiasi grafico che si rispetti non può fare a meno di un buon supporto informatico, io credo sia fondamentale, nel momento della progettazione, munirsi di carta e matita perché i primi schizzi, a mio avviso, vanno fatti di getto, a mano, prendendo appunti su concetti che via via la nostra mente elabora. Personalmente, in questa fase della progettazione, riempio pagine di schizzi, aggettivi, riferimenti e quant’altro mi passa per la testa che, nel momento della stesura del layout, tornano sempre utili.

In questa fase, sempre a livello di schizzo, associo dei simboli grafici (disegni) alle parole che formano il logo; ricerco colori che più si adeguano al prodotto e, per ultimo, mi occupo della ricerca del letternig più appropriato per sviluppare e definire il logo.

A questo punto scelgo 2/3 schizzi, tra i tanti che ho abbozzato, i più adatti e passo alla fase di sviluppo. Per ogni schizzo creo un documento (possibilmente con un programma vettoriale tipo “Adobe illustrator”), lo elaboro, creo varianti e verifico colori e font, dove lo ritengo necessario, dopo aver trasformato il font in tracciato, lo adatto a specifiche esigenze, finche per ogni singolo schizzo (rought) arrivo ad un progetto esecutivo (finish layout).

Copio/incollo i progetti definitivi su un nuovo documento (A4), trasformo il logo colorato in bianco/nero, in negativo e faccio due ridimensionamenti per valutare se il logo è leggibile anche in piccolo.

Per ultimo, ma per questo non meno importante, preparo la presentazione per il cliente che consiste nello stampare gli elaborati su carta da 150gr, incollarli con uno spray removibile (3M) su supporti rigidi creando una copertina che protegga gli elaborati. Allego alle tavole una presentazione testuale che giustifichi la scelta della forma, dei colori, del carattere e di tutti gli elementi che costituiscono il marchio che ho creato.

REGISTRAZIONE DEL MARCHIO
In primo luogo occorre decidere se depositare il marchio costituito esclusivamente da parole, da parole e disegno, o solamente da disegno. Nel primo caso il proprietario del marchio ha il diritto esclusivo ad utilizzarlo con qualsiasi grafica, mentre nel secondo è tutelato solo nell’abbinamento parole/grafica depositato. Nel terzo caso, infine, la tutela riguarda solamente il logo depositato.
Altra opzione è quella dello scegliere di depositare il segno in bianco/nero ovvero a colori. Infatti nel primo caso il titolare è tutelato per tutti i colori o le combinazioni di colori che darà al suo marchio, nel secondo caso solo nella combinazione prescelta e depositata.
L’ultima scelta importante è l’individuazione e la descrizione delle classi di prodotti/servizi che si intendono tutelare con il segno prescelto. Tanto l’individuazione quanto la successiva descrizione sono molto importanti perché devono tener conto non solo dell’attuale indirizzo produttivo dell’impresa, ma anche delle scelte future. Infatti una volta depositata, la domanda di registrazione non può più essere modificata e per aggiungere nuovi prodotti si renderà necessario depositare un nuovo marchio.
Una volta compiute queste scelte è necessario stabilire l’estensione territoriale del segno. Infatti, come i brevetti, anche i marchi hanno validità territoriale. In particolare è possibile scegliere se depositare un marchio italiano, efficace solo nel nostro Paese, comunitario, efficace nei 25 Paesi dell’Unione europea ed automaticamente estendibile anche a tutti quelli che ne entreranno a far parte in futuro ovvero internazionale, valido in tutti i Paesi che hanno aderito ai relativi accordi. Infine è anche possibile depositare una domanda di registrazione marchio nei singoli Paesi esteri.

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